Un Flauto Dolce
con Testa in Ceramica

Ceramic-headed recorder by Francesco Li Virghi

Francesco Li Virghi

From Recontres Internationales de Musique Ancienne (1996)

Strumenti musicali in ceramica non sono esattamente una novità; se ne trovano nei musei e fra gli strumenti popolari; attualmente, vengono prodotti con questo materiale strumenti da folklore e, come applicazione più nobile, le ocarine; non risulta, invece, che siano mai stati realizzati, finora, flauti dolci da concerto.

La probabile ragione di questa assenza consiste nel problema, di non facile soluzione, di controllare la dimensione dei pezzi in fase di essiccazione e cottura e, in definitiva, controllare i delicati parametri del voicing, il diapason e l'intonazione degli strumenti.

Caratteristiche del materiale

Dopo alcuni tentativi iniziali, Marco Piga , da me coadiuvato per la parte organologica ha realizzato nel 1993, mediante un originale procedimento che risolve i citati problemi connessi all'impiego del materiale, un flauto integralmente in ceramica.

Mentre la motivazione iniziale di questa esercitazione era la curiosità di scoprire un diverso colore di suono, dopo i primi esemplari, che per altro non hanno presento differenze timbriche rilevanti rispetto agli strumenti in legno, ci siamo accorti dell'esistenza di caratteristiche peculiari che qualificano la ceramica come il materiale ideale per la costruzione della testa e del blocco del flauto dolce.

Si tratta di caratteristiche che trasformano uno strumento capriccioso ed imprevedibile, soggetto a tutti i cambiamenti climatici, quindi inadatto alle rapide e frequenti trasferte musicali, in uno assolutamente affidabile in ogni condizione di impiego .

Vediamo a confronto le caratteristiche dei materiali utilizzati per la costruzione dei flauti dolci:
 

MATERIALE LEVIGABILITA INDEFORMABILITÀ PERMEABILITÀ DURATA
LEGNI TENERI   
(acero, pero, ecc.)
DISCRETA BUONA BUONA DISCRETA   
Dipende dall'uso
LEGNI DURI   
(bosso, ebano)
BUONA DISCRETA (bosso)   
BUONA (ebano)
DISCRETA (bosso)   
MEDIOCRE (ebano)
BUONA   
Dipende dall'uso 
PLASTICA OTTIMA OTTIMA   
deformabile al calore
IMPERMEABILE INCERTA
CERAMICA OTTIMA INDEFORMABILE PERMEABILE ILLIMITATA

Le caratteristiche riportate in tabella determinano a parità degli altri fattori costruttivi, la qualità del suono:

Levigabilità

Vi sono problemi solo con i legni fibrosi, in generale quelli teneri, ma si possono riscontrare anche con alcuni legni esotici più duri di non grande pregio. Questa caratteristica influenza soprattutto la qualità d'attacco delle note: quando il canale non è ben levigato l'articolazione risulta difficoltosa.
Migliore è il caso dei legni più duri come l'ebano e il bosso.

I flauti in plastica hanno anch'essi, ovviamente, questa caratteristica.

Realizzati integralmente in ceramica, canale e blocco, possono essere perfettamente levigati.

Indeformabilità

I flauti in legno sono tutti, più o meno, deformabili. Difficilmente si troveranno strumenti d'epoca, specialmente realizzati in legno di bosso, la cui forma non somigli più a una banana che alla canna di un fucile.

Si distinguono due tipi di deformazione del legno: una temporanea che si manifesta durante l'uso dello strumento per effetto dell'assorbimento d'umidità e può essere considerata completamente reversibile, sempre che lo strumento sia utilizzato "a regime" e che il tempo di utilizzo non ecceda la norma ( max. 2-3 ore al giorno); e una permanente legata alla conformazione e natura del legno che si manifesta lentamente nel tempo, ma che può anche essere accelerata ed accentuata da un uso eccessivo e discontinuo o da stress termici o igrometrici.

Tutti i flautisti sanno che un bel flauto in legno non resta a lungo tale se viene utilizzato eccessivamente o irregolarmente, così come sanno che è necessaria una periodica revisione da parte del costruttore e che questa operazione si rivela a volte rischiosa.

La plastica è indeformabile alle temperature normali.

La ceramica è indeformabile a qualsiasi temperatura e con qualsiasi impiego; la testa in ceramica può essere maltrattata nell'uso come si vuole. Lo strumento può essere suonato per giorni senza interruzione. Se si sporca il canale può essere lavato in acqua, tornando sempre perfettamente pulito e come nuovo.

Permeabilità

E' la caratteristica del materiale più importante nella realizzazione del canale d'insufflazione ed ha una grande influenza sulla stabilità delle qualità acustiche dello strumento.
Le superfici del canale d'insufflazione, essendo inizialmente (ma anche a regime) più fredde dell'aria insufflata dal flautista, provocano la condensazione del vapore acqueo e la conseguente formazione di gocce che differiscono nella dimensione e nella persistenza in relazione alla qualità delle superfici.

La tensione superficiale, che trattiene le gocce in prossimità dello sbocco del canale, dipende dalla permeabilità del materiale, dal grado di levigatezza e dalle caratteristiche chimiche della superficie.

Nel legno la parziale permeabilità non è caratteristica da considerare totalmente positiva perché, se da un lato facilità l'eliminazione delle goccioline perassorbimento, dall'altro, il conseguente aumento di umidità del materiale fa gonfiare e deformare le parti del canale alterandone i rapporti dimensionali.

Nello strumento in legno, con l'uso regolare (rodaggio), si forma una speciale patina naturale che tende a rendere le superfici meno permeabili e nello stesso tempo facilita l'espulsione delle gocce d'acqua per scorrimento.

Tuttavia in ambienti particolarmente freddi, come le chiese che spesso ospitano concerti di musica antica, un flauto in legno, anche se ben rodato, soffre del fenomeno della condensa che rendere difficoltosa l'emissione, in particolare dei suoni più acuti.

Negli strumenti in plastica (materiale perfettamente impermeabile) e in quelli realizzati da certe industrie con legno impregnato, questo fenomeno è così esasperato da renderne impossibile l'impiego per usi professionali. Anche i flauti realizzati in legno non trattato, specie se di ebano (naturalmente ceroso), sono afflitti comunque da questo problema: la tensione superficiale fa sì che la condensa venga trattenuta nel canale d'insufflazione determinando la necessità di frequenti uzioni da parte dell'esecutore per asciugare le superfici del canale e del blocco e permettere l'emissione dei suoni acuti.

Si tratta sicuramente di uno dei problemi di più difficile soluzione che, a fianco a quelli dovuti alla deformazione, anche temporanea, del voicing, ha certamente contribuito alla progressiva scomparsa del flauto dolce dalla scena orchestrale.

L'impiego della ceramica annulla il problema in quanto l'idrofilia del materiale, la porosità e la capacità di assorbimento (circa il 25% del proprio peso) anche a temperature bassissime, impedisce la formazione di gocce di condensa ed i suoni vengono emessi senza difficoltà anche dopo ore ed ore d'impiego. E' sorprendente la facilità e la sicurezza di emissione delle note acute, qualsiasi sia il modello, del flauto realizzato con la testa in ceramica.

Durata

Si tratta di un capitolo sul quale, almeno per quanto riguarda il legno, non c'è unanimità di vedute.

E' opinione diffusa che uno strumento in legno pregiato abbia una vita più lunga; personalmente ritengo che la vita del flauto in legno dipenda principalmente dall'uso che se ne fa e da come viene trattato.

Sulla plastica non c'è ancora sufficiente esperienza (ma è proprio necessario che un flauto in plastica duri a lungo?)

Sulla ceramica non ci sono dubbi: i ritrovamenti in fondo al mare (ambiente piuttosto umido) di vasi ed anfore di terracotta intatte ne testimoniano ampiamente de doti di durevolezza: anche 2, 3 mila anni.

Vi sembra poco?

Un'ultima cosa importante! La ceramica è un materiale fragile, si sa! E quindi la testa del flauto realizzata in questo materiale non deve cadere o essere urtata, come per altro qualsiasi strumento musicale che si rispetti, ma mentre una testa in legno può anche creparsi da sola, improvvisamente, dopo una sonata (molti flautisti ne hanno purtroppo esperienza), quella in ceramica non darà mai a nessuno questa spiacevolissima sorpresa.

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This page was last updated on 08/08/1999
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